Diocesi di Perugia Città della Pieve – 2025
“La Casa del Clero”, per accogliere i sacerdoti anziani

Da poco più di due anni è stata aperta – in un immobile messo a disposizione dall’ente Seminario in piazza IV Novembre a fianco della Cattedrale – la “Casa del Clero”.
Costituita da 13 camere e da spazi per la vita in comune, la casa è destinata ad ospitare i sacerdoti anziani della Diocesi.
Con la casa del Clero si è inteso venire incontro alle necessità di quei sacerdoti che, per motivi di età, pur essendo ancora autosufficienti, non possono più svolgere pienamente il loro servizio presso le parrocchie.
Un po’ in tutte le diocesi italiane, dove si registra una età media dei sacerdoti di oltre 60 anni, e in particolare in quella di Perugia dove quasi un terzo dei sacerdoti diocesani è costituito da ultrasettantenni, si avverte sempre più la necessità di interventi in favore del clero anziano.
In aggiunta a quanto viene già fatto da tempo per i presbiteri non più autosufficienti, (mi riferisco ad una adeguata copertura assicurativa e ad interventi di integrazione delle rette presso le strutture socio-sanitarie dove sono assistiti alcuni di essi), con l’apertura della casa del Clero si completano i servizi in favore dei sacerdoti anziani.
Per la gestione della casa è stato fatto un accordo con una congregazione religiosa le cui suore assicurano un servizio accurato e con uno stile “familiare” molto apprezzato dagli ospiti.
L’ubicazione della casa permette ai sacerdoti ospiti di poter ancora svolgere il proprio ministero, per esempio confessando e celebrando presso la vicina Cattedrale di San Lorenzo e di avere una vita sociale, potendo frequentare il centro storico e ospitando a volte a pranzo altri presbiteri diocesani come anche lo stesso Arcivescovo.
La diocesi sostiene economicamente la casa del Clero come progetto 8×1000 con 50.000 €, e ulteriori 25.000 € vengono destinati ai non autosufficienti per un totale di 75.000 €.
“Rete d’Argento”: gli anziani come risorsa

L’invecchiamento della popolazione non è solo una sfida demografica, ma un’opportunità per riscoprire il valore sociale degli over 65 come risorsa della comunità. Su questo presupposto si è sviluppato il progetto “Rete d’Argento” promosso dalla Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, che ha recentemente indetto una giornata dedicata alla valorizzazione dell’invecchiamento attivo e al contrasto della solitudine. Il progetto, avviato nel mese di gennaio del 2025, ha messo in campo un modello di gestione innovativo per coordinare le risorse già presenti sul territorio: Comune di Perugia, USL Umbria 1, Cesvol, e moltissimi altri. L’obiettivo è chiaro: trasformare la popolazione anziana autosufficiente da categoria passiva a protagonista della vita sociale, favorendo la partecipazione a processi di aggregazione che prevengono l’isolamento e promuovono il benessere psicofisico.
Il progetto ha visto un momento di confronto istituzionale il 2 ottobre scorso presso il Centro Socio Culturale “1° Maggio” di Ponte San Giovanni. All’incontro hanno partecipato figure chiave come l’assessora alle Politiche sociali Costanza Spera, il direttore della Caritas don Marco Briziarelli, e rappresentanti della USL Umbria 1, dell’AUR e del CESVOL. Il dibattito ha confermato la necessità di un’alleanza tra pubblico e privato sociale per sostenere chi, con la propria esperienza, può ancora dare molto alla società.
Nel pomeriggio, le attività si sono spostate nell’area verde adiacente, dove la cittadinanza è stata coinvolta in laboratori intergenerazionali. L’incontro tra anziani, bambini e scuole del territorio ha dimostrato concretamente come il dialogo tra diverse età possa arricchire il tessuto urbano, confermando che gli anziani rappresentano una risorsa insostituibile per la crescita e la cura della comunità locale.