Diocesi di Città di Castello – 2025

Un sorriso restituito, una dignità ritrovata

 

 

A Città di Castello, l’Ambulatorio odontoiatrico solidale “Santa Margherita” è diventato in poco tempo molto più di un servizio sanitario: è un luogo di accoglienza, ascolto e cura, nato grazie ai fondi dell’8xmille e al lavoro della Caritas diocesana, in risposta a una fragilità spesso invisibile.
La povertà sanitaria, infatti, non fa rumore. Si manifesta nei dolori sopportati in silenzio, nelle cure rimandate, nella rinuncia a sorridere. È da questo ascolto del territorio che è nata l’idea dell’ambulatorio: offrire cure odontoiatriche di base a chi non può permettersele, ma anche restituire fiducia a persone e famiglie segnate dalla precarietà.
Dopo mesi di preparazione, autorizzazioni e progettazione, la struttura ha aperto le sue porte grazie al sostegno dell’8xmille e alla disponibilità gratuita di odontoiatri, igienisti e operatori sanitari. Professionisti che hanno scelto di mettere competenze e tempo a servizio degli ultimi, costruendo una sanità che non si limita alla prestazione, ma prende in carico la persona nella sua interezza.
Entrare oggi nell’ambulatorio significa incontrare volti, storie, relazioni. Pazienti accolti con rispetto, bambini accompagnati alla prevenzione, adulti che tornano a masticare, a parlare, a sorridere senza vergogna. La bocca, primo luogo della relazione, diventa spazio di riscatto.
Intorno alla poltrona odontoiatrica si è creata una piccola comunità: operatori, volontari, pazienti. Un clima familiare, fatto di gratitudine reciproca, di gesti semplici e profondi. Qui la cura non è mai fredda, ma sempre abitata.
A quasi un anno dall’inaugurazione, l’Ambulatorio odontoiatrico solidale “Santa Margherita” racconta cosa può nascere quando le risorse dell’8xmille incontrano il territorio, la competenza e il cuore. Un progetto che parla di Chiesa che si fa prossima, che ascolta e risponde, restituendo non solo salute, ma dignità.

 

Custodire il tempo, tramandare la storia

Custodire la memoria è un atto di responsabilità verso il futuro. Il restauro di alcuni preziosi volumi dell’Archivio storico diocesano di Città di Castello va in questa direzione: ridare voce a documenti che raccontano secoli di fede, cultura e vita civile dell’Alta Valle del Tevere. L’Archivio, nato dall’accorpamento di fondi vescovili, capitolari, parrocchiali e confraternali, conserva oltre settemila unità che spaziano dall’anno 1012 ai giorni nostri, costituendo una fonte insostituibile per la storia del territorio.
Tra gli ultimi interventi, realizzati grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, ce n’è uno che ha interessato due grandi volumi del Fondo musicale del Capitolo: le edizioni seicentesche delle Messe di Antonio Cifra e di Franciscus Surianus, quest’ultima rilegata in pergamena decorata con le figure dei santi patroni Florido e Amanzio. Al restauro si è affiancata anche la valorizzazione di un raro frammento manoscritto del XIV secolo, parte di un trattato di filosofia recentemente riscoperto. Un patrimonio restituito alla comunità, perché continui a raccontare la sua storia.